Laghi Alimini

I Laghi Alimini si trovano a pochi chilometri di distanza dalla bella cittadina di Otranto, uno dei luoghi più suggestivi, magici ed affascinanti di tutto il Salento.

Si tratta di due laghi che un tempo erano collegati tra loro, il più piccolo dei due, Alimini Piccolo è prevalentemente di acqua dolce, mentre Alimini Grande è costituito di acqua salata, perchè è collegato con il mare attraverso un canale, che entra nell’Adriatico proprio accanto alle bellissime spiagge che separano questi due specchi d’acqua dal mare.

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In tutti e due i laghi sono presenti sorgenti di acqua dolce che alimentano il loro bacino idrico e che corrono sottoterra tra le tante falde sotterranee che contraddistinguono la regione, e che, soprattuto d’autunno e d’inverno sono ricche di acqua piovana delle abbondanti precipitazioni di quei periodi.

I Laghi Alimini sono da qualche anni compresi all’interno di una Zona Protetta Speciale, perchè il particolare ecosistema che si è formato con la presenza dei bacini di acqua ha pemesso il proliferare di una folta vegetazione tipica delle aree paludose e lacustri, tra cui i canneti, ma anche specie altamente preziose e rare come le ninfee e le castagne d’acqua.

Questa vegetazione a sua volta è diventata il rifugio di diverse specie animali, che, grazie alla zona protetta possono vivere e moltiplicarsi senza pericoli. Tra le specie più comuni nell’area gli uccelli migratori, che qui si radunano prima del grande viaggio intercontinentale che li aspetta.

Le spiagge lungo la costa sono magnifiche, di sabbia bianchissima e contornate di dune, un paradiso per i bagnanti e per gli amanti della natura incontaminata.

Ostuni Salento

Ostuni, anche soprannominata “la città bianca” è uno delle mete più frequentate dai turisti che si recano in Salento. Il perchè è presto detto: l’unicità di questo borgo imbiancato a calce arroccato sulla collina è assolutamente imperdibile, sia per i monumenti splendidi che racchiude sia per il bellissimo centro storico medievale che offre incantevoli scorci a chi lo visita ed a chi vi si aggira.

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E’ una di quelle località che esprimono al meglio i tratti così caratteristici della storia della cultura e della tradizione salentina un’architettura ed un urbanistica che diventano viva testimonianza della bellezza ed incanto del Salento.

Già approssimandosi alla cittadina si percepisce l’incanto di questo grappolo di case bianchissime che svetta su tre colline a pochi chilometri dalla costa, ma una volta entrati nel cuore del borgo cittadino il miracolo e la suggestione diventano ancora più grandi. Contributo dell’intricato vicolo di stradine, un vero e proprio labirinto sul quale gli edifici si alzano, austeri ed altissimi, creando quella fresca penombra che è uno dei tratti caratteristici delle cittadine sviluppatesi in epoca medievale.

Di particolare interesse i monumenti storici, risalenti al periodo di maggior splendore della cittadina, l’epoca del tardo medioevo e rinascimento, come la maestosa Cattedrale che svetta sul culmine della collina dominando il borgo, elegante esempio di architettura gotica, la Chiesa di San Francesco d’Assisi, la Chiesa dello Spirito Santo, la Chiesa di San Giacomo di Compostela.

Non mancano interessanti testimonianze del periodo barocco, quando Ostuni, diventato un centro agricolo di importanza strategica, rifiorirà ulteriormente, tra questi il Monastero delle Carmelitane, e la vicina Chiesa di San Vito Martire.

Otranto

Sono tanti i motivi che fanno della città di  Otranto, un piccolo comune situato nel cuore del territorio salentino ed il paese più ad oriente dell’intera penisola italiana, una delle mete più amate da chi ha visitato il Salento.

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Tra questi sicuramente la sua posizione geografica, inserita in uno splendido panorama dove ad ampi tratti di litorale roccioso i susseguono, soprattutto verso nord, le splendide distese di sabbia che contraddistinguono la zona protetta dei Laghi Alimini, di Porto Craulo e di Conca Specchiulla, mentre verso sud, raggiungendo il litorale di Porto Badisco, alle spiagge si sostituisce una costa rocciosa ricca di incantevoli insenature che nascondono e rivelano calette da sogno ed un mare tra i più limpidi e puliti che si possano incontrare.

Ma Otranto è anche cultura e tradizioni, come testimoniano i tanti monumenti che svettano tra l’intricato labirinto di vicoli del centro storico. Il Castello, che con i suoi bastioni racconta la millenaria lotta che questo borgo ha dovuto sostenere contro i saraceni ed i turchi, che più volte hanno portato in questa cittadina morte e distruzione, come durante il famoso eccidio del 1480, quando più di 800 otrantini trovarono la morte per mano dei turchi, per non aver voluto rinunciare alla loro fede cristiana. Tale evento viene ancora oggi ricordato durante una celebrazione che si tiene in luglio, la festa dei Beati Martiri.

Da non perdere la magnifica Cattedrale, uno dei più alti esempi dell’architettura medievale, edificata intorno all’anno mille, che all’interno presenta un pregevole mosaico pavimentale, unico per maestosità e per qualità artistica, e la Basilica di San Pietro, la più antica della città, eccellente esempio di architettura bizantina.

Isole Tremiti

L’arcipelago delle Isole Tremiti è uno di quei luoghi fantastici che tutti almeno una volta dovrebbero andare a visitare. Qui, nel cuore del Mare Adriatico, a pochi chilometri dalla costa pugliese e molisana e dalla costa balcanica sul fronte opposto si trova un piccolo paradiso, quasi incontaminato. Quattro isole ed una serie di grandi e piccoli scogli, delle quali solo due sono abitate, San Domino e San Nicola, mente le altre due, Capraia e Pianosa sono disabitate.

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Questo piccolo gioiello del Mediterraneo ha una lunga storia che ben si allinea con il relativo isolamento che l’ha sempre contraddistinta, una storia fatta anche di momenti molto foschi, come il fatto di essere stata per quasi due millenni, fin dai tempi cioè dell’imperatore Augusto, eletta come terra di confino e di prigionia, e poi terra di eremiti, di monaci potentissimi e ricchissimi, di incursioni dei pirati dalmati, del monastero che diventerà nel corso dei secoli un inespugnabile fortilizio arroccato sulla rupe di San Nicola e circondato da possenti mura per respingere i nemici che provenivano dal mare.

Di particolare pregio e bellezza, il mare delle Tremiti è stato inserito da pochi anni all’interno di un’area protetta, per permettere a molte specie animali della fauna marina di potersi riprodurre e vivere senza pericolo. E’ per questo motivo che chi è appassionato di immersioni sicuramente non vede l’ora di raggiungere gli splendidi fondali dove vivono indisturbate creature magnifiche da ammirare. Non ci sono grandi spiagge, solo una di media grandezza, Spiaggia delle Arene, ma le tantissime calette, gli anfratti tra le rocce, le insenature troveranno sicuramente migliaia di appassionati estimatori.

Mare del Salento

Sicuramente uno dei migliori motivi, anche se non l’unico per visitare il Salento è lo splendido mare che lo circonda. A sub regione pugliese che si trovva all’estremo sud est del territorio italiano è circondata da un lato dal Mare Adriatico e dall’atro, verso ovest, dal Mar Ionio. La costa è altamente variegata per la sua conformazione, che può essere di alte pareti rocciose oppure di morbide e lunghe spiagge.

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Il mare del Salento

Nell’area intorno ad Otranto per esempio, ed in tutta la costa che si affaccia in territorio salentino verso l’Adriatico infatti è molto più facile incontrare una costa frastagliata e rocciosa, se si escludono quei tratti sabbiosi a nord della splendida cittadina, come nella zona dei Laghi Alimini, e a nord a San Cataldo, o nelle piccole insenature a sud, intorno a Porto Badisco. Da qui, ridiscendendo lungo la costa fino a raggiungere Santa Maria di Leuca, se si esclude la grande spiaggia dominata da Torre Sant’Emiliano è tutto un susseguirsi di splendide coste rocciose: Santa Cesarea, Castro, Tricase, sono tra le località più note e frequentate dagli estimatori di questa tipologia di costa, così come Marina di Serra e Marina Marittima sempre dirigendosi verso sud.

Capo Leuca rappresenta forse il top per la bellezza dei panorami litoranei, ulteriormente impreziosita dalla maestosa bellezza dei gioielli incastonati tre le rocce, le stupende e suggestive grotte che si affacciano sul mare limpido e dalle varietà cromatiche infinite, dal profondo blu ad un ammaliante turchese.

Nella costa ionica, dopo Torre Vado il panorama si fa più morbido, cominciano le lunghe distese di sabbia, alcune celebri come Pescoluse, che senza sosta, passando dalle Marine di Salve, a quelle di Ugento, si estendono fino alla trionfale serie di spiagge che contraddistinguono il litorale di Gallipoli. Anche qui un mare limpido e cristallino che invita i bagnanti a perdersi tra le sue spume.

Porto Cesareo

Porto Cesareo si trova a circa 25 chilometri dal capoluogo salentino, Lecce. E’ una cittadina antica, che deve la sua fondazione ai romani i quali ne fecero uno scalo portuale di notevole importanza, scelto soprattutto per la sua posizione geografica, con la piccola penisola dove sorge la cittadina che rappresenta una eccellente protezione naturale al mare aperto.

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Oggi la località è una delle più conosciute ed apprezzate da coloro che amano trascorrere le vacanze al mare, ed è anche un buon punto di partenza per chi, oltre alle indimenticabili giornate trascorse nei quasi 17 chilometri di spiaggia, vuole esplorare il territorio circostante. Tra le attrazioni marine vi è anche l’area marina protetta, che mantiene intatto un paesaggio sottomarino di grande importanza naturalistica e di grande fascino per chi ama immergersi. Sulla costa invece il candido panorama delle dune costiere che circondano le ampie spiagge.

Notevoli anche i paesaggi naturalistici dell’entroterra. Un tempo quest’area, che viene accorpata ad un territorio un tempo chiamato Terra d’Arneo, era caratterizzata dalla presenza di paludi, infestate dalla malaria ed inabitabili. Grazie ad importanti lavori di bonifica molte delle località un tempo disabitate si sono ripopolate. Dell’antica area paludosa restano l’interessante Riserva Naturale Orientata Regionale Palude del Conte e Duna Costiera, un patrimonio naturalistico eccezionale per chi apprezza fauna e flora allo stato naturale. Un altra attrazione di sicuro interesse sono le “spunnulate”, antiche doline carsiche che nel tempo sono sprofondate riempiendosi ‘acqua, e creando così un habitat naturale di notevole pregio per molti animali, tra i quali affascinanti specie di uccelli migratori.

Maglie

Maglie è una di quelle piccole cittadine che conservano intatto il sapore del Salento di un tempo. Una città di tradizioni agricole ed artigianali che, anche nell’epoca contemporanea ha saputo conservare nella loro genuina integrità.

E’ splendidamente incastonata nel verde di ulivi e vigneti, che qui offrono prodotti di eccezionale qualità e bontà.

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Di origini medievali, di cui restano poche tracce, perchè l’antico castello fortificato verrà trasformato, nel ‘700 in un elegante Palazzo Baronale, gran parte del suo patrimonio storico ed artistico risalgono all’epoca barocca, di cui si può ammirare un esempio di notevole bellezza e gusto artistico nella facciata del Duomo, la Chiesa della Collegiata, nel campanile barocco che lo sovrasta con la sua cupola arricchita di maioliche finemente decorate, nell’interessante colonna votiva Madonna delle Grazie.

Oltre al patrimonio artistico Maglie è anche un centro di notevole interesse per le tante attività artigianali che fanno parte integrante, insieme all’agricoltura, delle principali risorse ed attività economiche. Di particolare pregio si segnalano soprattutto i ricami tessili, che sono conosciuti ben oltre i confini della regione per la loro grazia e bellezza, a cui si accostano una grande tradizione artigiana nella cesteria e nella lavorazione del ferro battuto.

Trovandosi al centro di un’area particolarmente ricca di reperti archeologici, Maglie ha voluto ospitare un importante museo, dedicato alla storia più antica e remota delle popolazioni che hanno abitato la Puglia ed il Salento in particolare: il Museo Civico di Paleontologia e Paletnologia di Maglie nel quale, tra i numerosissimi reperti che ne fanno uno dei musei paleontologici più importanti di Europa, si possono vedere le famose Veneri di Parabita, e diversi ritrovamenti delle antichissime tombe megalitiche di Salve.

Baia dei Turchi

Nell’area dei Laghi Alimini, una delle zone più incantevoli della costa intorno ad Otranto, che si trova pochi chilometri più a sud, si possono trovare incantevoli spiagge dove trascorrere qualche giornata all’insegna del piacere di mare limpido pulito e cristallino immerso tra il verdeggiare della natura incontaminata.

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Tra le più conosciute, rinomate e famose sicuramente spicca la Baia dei Turchi, chiamata così perchè, vuole la leggenda, fu proprio su queste spiagge che, nel 1480, sarebbero approdate le navi turche dalle quali sarebbe poi partito il drammatico assedio alla città di Otranto, conclusosi drammaticamente per gli abitanti della cittadina con più di 800 morti e centinaia di persone vendute come schiavi, nonché la quasi totale distruzione della città.

La spiaggia è formata da una lunga striscia di sabbia che si estende circondata da bastioni di terra e roccia appena alle spalle, ricoperti da una splendida e verdeggiante vegetazione costituita per lo più di macchia mediterranea.

Il fondale digrada dolcemente verso il fondo, ed ogni tanto, lungo la linea costiera, degli scogli affioranti tra i fondali sabbiosi ed il mare movimentano con la loro presenza il paesaggio. L’acqua è limpida e cristallina, l’ideale anche per chi è appassionato di immersioni che potrà avventurarsi lungo la linea scogliera che si estende a nord ed a sud della spiaggia. Pur essendo all’interno della zona protetta, la Baia dei Turchi offre anche tratti di spiaggia attrezzata per coloro che anche al mare non vogliono rinunciare ad alcune comodità come l’ombrellone, le sdraio ed i lettini.

Salento Negroamaro

Ogni anno tra le tante iniziative ed eventi che contraddistinguono l’estate salentina, di particolare importanza è il festival che si svolge tra la primavera e l’estate, il Festival Salento Negroamaro, Rassegna delle Culture Migranti.

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Non è un caso che un’iniziativa di questo genere si svolga proprio sul territorio salentino, da sempre al centro di forti migrazioni e di spostamenti di popolazioni. Se pensiamo che già le prime civiltà che sono sorte su questo territorio provenivano da altri paesi, e talvolta avevano attraversato l’intero mediterraneo per insediarsi qui, come se avessero trovato in questa piccola penisola italiana un paradiso in terra. E poi i greci, i romani, i bizantini e perfino popoli provenienti dal nord dell’Europa come i Normanni, tutte civiltà che qui hanno trovato modo i insediarsi e di fondersi con la popolazione locale.

Terra di confine, di partenza e di approdo, il Salento con questo festival quindi accentua quelle che sono state da sempre le sue caratteristiche. Lo fa con un festival che è più che un evento unico una sorta di grande contenitore di diverse iniziative ed altri accadimenti, che comprendono quello che riguarda l’espressione culturale ed artistica nelle sue più svariate forme, dalla musica al teatro, dal cinema alla fotografia, dal cibo ai prodotti dell’agricoltura. E lo fa con un occhio di riguardo particolare, privilegiando e promuovendo la conoscenza e la vicinanza con altre culture, cui ogni anno si sceglie di dare voce.

Il nome della rassegna, Negroamaro non è casuale, ed è un po’ il simbolo di questa regione: un tempo il vino prodotto in Salento non era considerato per altro se non come “vino da taglio” un prodotto cioè da aggiungere ad altri vini più nobili per aumentarne la gradazione alcoolica e non come un vino a cui dare dignità per se stesso. Ma le cose piano piano sono cambiate, e quello che un tempo era un prodotto trascurato oggi è diventato, grazie ad un grande lavoro di raffinamento ed all’impegno dei produttori un vino di eccellente qualità, apprezzato ed amato da sempre più estimatori.

Ricette del Salento

La cucina del Salento è da considerarsi alla stregua delle altre attrattive del Salento. A partire da due tra le maggiori specialità che da milgiaia di anni sono parte integrante della cultura locale, il vino e l’olio extravergine d’oliva.

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Questi sono dei veri e propri capisaldi sui quali si appoggiano il prelibati piatti della cucina tradizionale salentina, piatti semplici e genuini, ma nello stesso tempo eleganti raffinati proprio perchè sanno fare della semplicità e dell’accostamento dei gusti una vera e propria sinfonia di sapori indimenticabile anche per il palato meno raffinato.

Il pane e la pasta prendono particolare vigore e gusto grazie al grano duro, che qui viene prodotto e coltivato, e che viene accompagnato, in zuppe e sughi, ai generosi prodotti della terra, ortaggi di grande qualità come i pomodori, le melanzane, i peperoni. Non manca un sapiente uso delle verdure, dalla famosissima cima di rapa, un vero e proprio marchio di qualità della cucina salentina e pugliese in generale, le tante verdure selvatiche che pazientemente ancora oggi vengono raccolte nei campi, la cicoria, l’asparagio selvatico, la senape, i lampascioni, sconosciuti altrove, che vengono lasciati a stufare a fuoco lento per ore ed ore per poi essere presentate come sugo per la pasta, orecchiette, cavatelli, strascinati, o consumati come saporite zuppe.

Particolarmente presente nelle ricette salentine la carne di agnello e le carni di cavallo, con cui si preparano sughi di carne spessi e saporiti, che si sposano armoniosamente con la pasta fatta in casa.

Non mancano i piatti di pesce, che arriva fersco in tavola dai tanti porti di pescatori disseminati lungo la costa, ed anche originali specialità salentine come le lumachine, che qui vengono chiamate municeddhe per la loro somiglianza cromatica con il colore del saio dei francescani.

Da non perdere i dolci, mustazzuoli, poccedduzzi, zeppole, che accompagnano le tradizioni e le feste religiose e popolari.