Primitivo del Salento

Manduria è una città di poco pù di 30.000 abitanti situata nella provincia di Taranto, ma appartenente appieno alla subregione salentina, al crocevia delle provincie che lo comprendono, in tutto, come Lecce, o in parte, come Brindisi e Taranto.

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E’ qui che sin dall’antichità si è sviluppata la coltura delle vigne, che è da sempre stata, insieme con l’ulivo, una delle eccellenze economiche e produttive del Salento. Grazie alla particolare qualità delle terre, all’apparenza aride e brulle, disseminate come sono di rocce di origine calcarea che affiorano dal terreno, ma in realtà fertile delle tante sorgenti d’acqua che scorrono nel sottosuolo, vigne ed uliveti hanno saputo esprimere, anche grazie all’esperienza millenaria di generazioni e generazioni di agricoltori, il meglio delle loro qualità.

Di particolare importanza sono stati soprattutto gli sforzi di questi ultimi decenni, quando la produzione vinicola ha conosciuto una decisa inversione di tendenza sia rispetto alle tecniche colturali, che alla successiva lavorazione delle uve ed ai processi di vinificazione.

Un tempo infatti la produzione di vino ed il primitivo soprattutto, era destinata a fornire “vini da taglio”, destinati cioè ad essere destinati alla miscelatura con altri vini, soprattutto del Nord Italia, per esempio per aumentarne la gradazione alcoolica. Il oro gusto, genuino sì ma anche forte e così particolare, influivano molto sulla sua commercializzazione. Con un impegno in termini di investimenti e di ricerca sulla qualità oggi il vino primitivo ha efficacemente saputo superare i suoi difetti, conquistandosi uno spazio di notevole riguardo sia sulle tavole dei pugliesi sia in tutta Italia, riuscendo anche ad oltrepassare con la fama delle sue qualità ed il suo gusto i confini nazionali.

Santa Maria di Leuca

Non sono certo i visitatori né i turisti contemporanei ad aver scoperto che Santa Maria di Leuca è uno splendido luogo dove trascorrere le proprie vacanze. Questa piccola e ridente cittadina che sorge tra i due promontori più a sud del territorio pugliese, Punta Meliso e Punta Ristola, chiamata anche “la perla del mediterraneo” era infatti già nota e frequentata come località di villeggiatura sin dalla metà del 1800.

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Di tale antica tradizione restano gli incantevoli esempi della tante ville, più di 40, che sorsero un città e nei dintorni proprio a partire da allora, edifici sontuosi e bizzarri, dalle architetture esotiche ed originali, dove le famiglie altolocate venivano a trascorrere il loro periodo di villeggiatura.

Sul mare restano ancora, di tale epoca, i casotti dove le nobildonne ed i signori si bagnavano e si tuffavano, al riparo da occhi indiscreti, le “bagnarole”. Quindi oggi il motivo per cui trascorrere un periodo di vacanza o per visitare Santa Maria di Leuca è duplice: da un lato un mare splendido in cui tuffarsi, scovando una delle tante calette ed insenature che si aprono sulla parete di scogli, dall’altra il piacere di girovagare nella cittadina alla riscoperta dell’antico sfarzo ed eleganza che la caratterizzavano.

Ma non è finita qui, Santa Maria di Leuca ha altre attrattive ancora da offrire, come lo splendido patrimonio naturale delle magnifiche grotte e caverne da visitare in escursione, il faro che domina il mare e dall’alto del quale si gode di una vista strepitosa, e la Basilica de Finibus Terrae, uno dei luoghi di culto più famosi sin dagli albori della cristianità.

Relitto davanti a Torre Vado

Davanti a Torre Vado, dall’inizio dell’estate del 2007 c’è un’attrazione turistica per gli appassionati di immersioni. In quei giorni infatti, era per la precisione il 28 giugno del 2007, un cargo turco che trasportava pesanti bobine di ferro, a causa del mare molto mosso, si è inabissato, a poche miglia nautiche dalla costa. A nulla sarebbero valsi gli sforzi dell’equipaggio per salvare nave e carico.

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Oggi dunque il relitto della nave turca è diventato la mete preferita dai subacquei, anche perchè si tratta di un’escursione relativamente facile visto che il relitto si trova adagiato su un fondale che non supera i 24 metri di profondità.

Per fortuna la nave non rappresenta un pericolo per la salute, e non ci sono rischi che possa contenere materiali inquinanti o pericolosi sia per l’ambiente che per la fauna marina. Una rapida ed efficace operazione di recupero degli oli e del carburante è stata infatti messa in campo nei giorni appena successivi all’affondamento.

Una delle caratteristiche del traghetto che giace in fondo al mare, e che lo rendono oltremodo perfettamente piacevole da esplorare è il fatto che esso è posizionato perfettamente dritto ed in linea, come se stesse ancora navigando, il che rende il tutto ancora più bello e suggestivo.

Oggi il relitto è al centro di un dibattito tra chi lo vorrebbe rimuovere e chi invece, e tra questi sia i subacquei che gli ambientalisti, lo considera ormai affettuosamente, e ne sottolinea, ormai persa la sua funzione originale di battello, le sue opportunità di diventare un ‘ottimo rifugio per diverse specie di pesci e di creature marine.

Rave party Salento

Un tempo i rave party erano un evento che si svolgeva essenzialmente in Inghilterra e nelle città del Nord Europa, di solito ambientati in grandi capannoni industriali abbandonati che venivano presi d’assalto da centinaia di persone, un appuntamento che si diffondeva grazie ad una comunicazione semi-clandestina fatta di piccoli inviti fotocopiati e messaggi sms. All’interno dei capannoni, in fretta e furia venivano allestiti dei veri e propri sound system che sparavano musica a tutto volume, prevalentemente quella conosciuta con il nome di techno, per tutta la notte e persino nella mattinata successiva.

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Un appuntamento che talvolta vedeva la presenza entusiasta di migliaia di giovani, ed a cui la polizia ed i responsabili dell’ordine pubblico rispondevano attuando una rigorosa sorveglianza dell’area in cui si teneva l’evento senza tuttavia, se non in qualche caso intervenire per bloccarlo.

Il fenomeno presto si diffonderà in tutta Europa ed anche in Italia, la moda dei rave prenderà presto piede. Anche il Salento sarà presto coinvolto da questi eventi musicali, con la differenza sostanziale che, invece dei grandi capannoni industriali dismessi, più rari o addirittura assenti, l’appuntamento veniva dato nelle spiagge, scegliendo quelle più lontane dai centri abitati ed appartate, in maniera da impedire che il rumore assordante degli amplificatori disturbasse troppo il sonno del vicinato spingendoli a lamentarsi presso le autorità locali.

Non mancano tuttavia, soprattutto nel periodo estivo, episodi in cui centinaia di giovani si radunano in strutture dismesse per dar vita a feste che durano persino 48 ore.

Attualmente molti rave non sono più come un tempo degli eventi “clandestini”, ma sono invece ampiamente pubblicizzati e promossi da qualche organizzatore, che invita anche gruppi musicali e dj di fama nazionale ed internazionale. Partecipare ad un rave è una buona occasione, per chi vuol conoscere il mondo dei giovani salentini ed anche per ballare sfrenatamente una notte intera.

Olio extravergine di oliva nel Salento

Il Salento ha una tradizione millenaria per quanto riguarda la coltivazione dell’ulivo, una pianta diffusasi grazie ai greci in tutto il mediterraneo, ma che, in questa terra benedetta ha trovato modo di sviluppare le caratteristiche di gusto e di qualità che in altri luoghi difficilmente vengono raggiunte. Sarà il segreto della costituzione geologica della terra salentina, rocciosa e calcarea, oppure dell’acqua che scorre sotterranea, o delle brezze marine e della macchia mediterranea, ma il sapore, il gusto e le qualità dell’olio extravergine di oliva salentino sono assolutamente inconfondibili.ù

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E questa caratteristica è nota già da tempo immemore, visto che già prima dei romani l’ulivo, insieme con la vigna, era tra le coltivazioni più diffuse nell’area.

Per lungo tempo, nonostante le sue eccelse qualità, all’olio salentino non è stato dato il giusto grado di apprezzamento, perchè la produzione era più incentrata sulla quantità che non sullo sviluppo delle qualità insite nell’olio prodotto in queste terre. Solo negli ultimi decenni, soprattutto grazie ad un attenta opera di sensibilizzazione dei produttori ed al miglioramento radicale sia delle operazioni di raccolta delle olive (che viene fatta rigorosamente a mano), sia della loro lavorazione successiva, l’olio extravergine salentino, nella sua denominazione di Terre d’Otranto ha finalmente acquisito anche l’importante marchio DOP (Denominazione di Origine Protetta) con il quale si identificano i prodotti di alta qualità.

Dell’antica tradizione della lavorazione delle olive restano forti testimonianze anche a livello architettonico, con i famosi frantoi ipogei, delle caverne scavate nel sottosuolo per garantire la giusta temperatura durante la spremitura delle olive, alcuni antichi di diversi secoli.

Meteo in Salento

Il Salento, come del resto la Puglia è una regione caratterizzata dal clima mediterraneo. Le caratteristiche principali di questo tipo di clima sono sicuramente da individuarsi nelle lunghe estati calde e dagli inverni miti e piovosi.

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Le precipitazioni infatti sono molto scarse sia nel periodo primaverile che estivo, mentre rappresentano un tratto caratteristico dell’autunno e dell’inverno. Il che è assolutamente una fortuna perchè permette al territorio di assorbire ed incamerare un grande quantità d’acqua che sarà poi utile ed indispensabile, per esempio nel corso della calda stagione estiva, all’agricoltura ed alla vita dell’uomo.

Le temperature medie stagionali variano dai 24 – 30 gradi durante la stagione estiva, mentre l’inverno è caratterizzato da una media stagionale delle temperature che varia da 1 a 7 gradi centigradi.

Le variazioni di massima rispetto alla media possono aversi d’estate con un aumento della temperatura che può raggiungere picchi anche di 40 gradi all’ombra, mentre d’inverno, ma solo in alcune località, talvolta la temperatura è scesa al di sotto dello 0° cosicchè ben di rado in Salento si può assistere a nevicate, tanto che, le rare volte che ciò accade, vengono segnate sul calendario come eventi quasi mitici.

Soprattutto sulla costa ci possono essere zone interessate da forti venti che d’inverno, provenienti dal nord sono particolarmente freddi e taglienti, mentre d’estate sono piacevoli come una fresca brezza, a meno che non provengano da sud, soprattutto dall’Africa, perchè allora possono essere anche molto torridi, e causare diverse turbolenze atmosferiche sia nei cieli che in mare.

La stagione balneare è molto lunga, parte infatti dai primi di maggio per concludersi a fine ottobre, quando è ancora possibile, nelle giornate migliori, fare il bagno in mare.

Lecce e la cultura

Lecce è il capoluogo del Salento, una cittadina che attualmente conta circa 100.000 abitanti, situata proprio nel cuore della subregione pugliese che coincide con l’estrema punta del territorio italiano proteso ad oriente, quello che geograficamente corrisponde al “tacco” dello stivale che l’Italia disegna nel pieno del Mare Mediterraneo.

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Sin dalla sua fondazione, durante l’epoca in cui il Salento era dominato dalle popolazioni messapiche, questo centro era particolarmente importante, sia amministrativamente che culturalmente, ed anche in epoca romana, con il nome latino di Lupiae la sua posizione predominante si consoliderà ulteriormente. Del periodo di splendore sotto i romani restano il maestoso anfiteatro ed i resti del Teatro Romano.

Dopo una parentesi moto fosca e buia in epoca medievale Lecce ritroverà la sua importanza durante le varie dominazioni che si susseguiranno in terra salentina, dai normanni agli svevi, dagli angioini agli aragonesi.

Sarà però nel corso del sedicesimo e diciassettesimo secolo che la città di Lecce conoscerà il massimo del suo splendore, fulcro delle tante comunità che cominceranno ad insediarsi nella cittadina in rapido sviluppo, e che daranno quell’impronta di centro culturale e cosmopolita che da allora l’ha sempre contraddistinta.

Di tale fioritura ancora oggi resta testimonianza il celebre barocco leccese, un’architettura particolarmente ricca e raffinata che ha fatto delle piazze del centro storico di Lecce tra le più belle d’Italia.

La ricchezza della cultura a Lecce non è solo determinata dal patrimonio monumentale e storico ma anche dai tanti musei, tra i quali il Museo Provinciale “S. Castromediano”, la Pinacoteca d’Arte Francescana, il Museo Missionario Cinese e di Storia Naturale, ed il Museo Provinciale delle Tradizioni Popolari “Abbazia di Cerrate”. Di particolare interesse anche la Pinacoteca d’Arte Francescana.

Pizzica del Salento

Un tempo, quando ancora non erano approdati i cristiani dalle terre d’oltremare, nella penisola salentina erano diffusi tantissimi culti pagani, alcuni provenienti dalle antiche usanze dei Messapi, la prima delle popolazioni di cui si conosce la presenza in Salento, oppure provenienti dall’antica Grecia e sostituiti in seguito o integrati con i culti dell’epoca della dominazione romana. Per non parlare dei riti ancestrali rappresentati dalle presenza sul territorio salentino di antichi esempi di altari e luoghi sacri, tra i quali spiccano per interesse e fascino i dolmen ed i menhir.

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Tra i riti pagani era presente anche un rito magico che nonostante il trascorrere dei tempi ha saputo giungere fino a noi con caratteristiche praticamente identiche a come era un tempo: il rito dei tarantolati.

Un tempo era diffusa la credenza che chi fosse stato morso dalla tarantola, cosa assai comune in quel territorio caldo, pietroso e brullo, potesse liberarsi del veleno che presentava, come sintomi, una certa irrequietezza mista a forme depressive, attraverso un esorcismo che comprendeva un ballo forsennato al suono di una musica stridente frenetica ed ipnotica. Tale musica è la pizzica, giunta a noi attraverso i secoli, un pilastro del patrimonio culturale e popolare del Salento. La pizzica si esegue con strumenti come il violino, la fisarmonica, l’armonica e, soprattutto, una sezione di percussioni dove svetta il tamburello.

Essendo una musica dedicata a tecniche di esorcismo sono altamente caratteristiche la ripetitività e soprattutto il ritmo che di momento in momento si fa sempre più acceso e frenetico per accompagnare la tarantolata nella sua danza liberatoria dagli influssi del veleno.

Un tempo sembrava quasi che la pizzica sarebbe stata destinata ben presto alla scomparsa, mano a mano che questi riti di purificazione diventassero sempre meno comuni e praticati, ma poi, grazie ad un accresciuto interesse soprattutto dei giovani, oggi la pizzica è diventata una delle musiche e delle espressioni della tradizione culturale e popolare del Salento popolari più partecipate e diffuse.

Gargano

Considerano l’Italia come uno stivale, per trovare immediatamente dove si trova il Gargano basta guardare allo sperone dello stivale, nel nord della Puglia. Questo ampio territorio montuoso si sporge ad oriente nel mare Adriatico e rappresenta uno dei luoghi più preziosi ed interessanti della Puglia per una serie di svariati motivi.

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Prima di tutto è una meta ideale per chi desidera trovare una costa affascinante come paesaggio ed un mare splendido in cui tuffarsi nella lunga stagione estiva, che da magio ad ottobre regala giornate indimenticabili sotto il sole. Sono circa 70 i chilometri di litorale, e ci sono località adatte ad ogni tipo di bagnante. Chi desidera comode e grandi spiagge non avrà che da dirigersi verso la costa sud del Gargano, nel grande Golfo di Manfredonia. Qui troviamo le spiagge di Mattinata e Mattinatella, e località celebri come Baia delle Zagare, Pugnochiuso, Vignanotica. Altre magnifiche spiagge, esclusive ed appartate le troviamo anche nel versante ord, a Vieste e Peschici, tra le quali la più famosa è certamente Pizzomunno.

Ma il Gargano non è solo mare, l’entroterra infatti racchiude uno dei gioielli naturalistici della regione pugliese, la Foresta Umbra. Si tratta della più ampia superficie boschvia della regione, quello che rimane delle antiche foreste che un tempo ricoprivano tutto il territorio della Puglia, e che nel corso dei millenni si sono ridotte di estensione, fino a concentrarsi solo in alcune località, come, appunto sul selvaggio promontorio del Gargano. Oggi la foresta è all’interno di un area naturale protetta, vi si può entrare solo a piedi per rispettare il naturale silenzio dei luoghi e la genuinità del paesaggio.

Un altro motivo per cui visitare il Gargano? Le splendide grotte sulla costa, ce ne sono decine, tutte altrettanto interessanti ed affascinanti.

Mappa del Salento

Per descrivere la mappa del Salento bisogna fare un operazione di astrazione ed immaginare la sua collocazione, guardando lo “stivale” formato dall’Italia all’interno del bacino Mediterraneo, coincidente con quello che si potrebbe definire come “il tacco” dello stivale.

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I confini geografici del territorio salentino vanno dall’estrema punta a sud di Capo Leuca, là dove si incontrano il Mar Ionio con il Mar Adriatico e si estendono verso nord fino a lambire le pendici dell’altopiano delle Murge a nord, già nella provincia di Brindisi, mentre ad ovest confina con le terre della provincia di Taranto.

Sebbene suddiviso tra tre provincie, Taranto Brindisi e Lecce è quest’ultima ed essere identificata con il vero capoluogo del Salento per la sua posizione, proprio nel cuore della sub-regione pugliese.

Idealmente, per tracciarne dei confini sulla mappa si potrebbe immaginare una linea che corre da Gallipoli sulla costa ionica e che tocca Otranto sulla costa adriatica, per circoscrivere, più o meno correttamente i confini geografici del Salento, al quale bisogna aggiungere, come facente parte del salento anche il territorio di Manduria, già in provincia di Taranto.

A sud della penisola salentina è presenta una bassa catena di colline, denominate Serre Salentine, la cui cima più alta non supera i 200 metri sul livello del mare. Le comunicazioni sono fornite da una rete di strade statali che congiungono il capoluogo Lecce a Brindisi risalendo a nord (SS613) ed a Taranto verso ovest (SS7TER). Verso sud si raggiunge Santa Maria di Leuca attraverso la SS16 e la SS275, mentre la comunicazione con Gallipoli passa attraverso la SS101. E’ presente anche una rete ferroviaria, che fino a lecce è cestita dalle ferrovie nazionali (Trenitalia) e poi prosegue lungo tratti ferroviari privati, (Ferrovie Sud Est). Gli aeroporti più vicini sono quelli di Brindisi e di Bari.

Affitto Salento

Il Salento è una splendida regione dove trascorrere non solo le proprie vacanze, ma anche altri momenti dell’anno, magari in occasione di qualche interessante celebrazione o festa popolare, come le incantevoli e suggestive processioni del periodo di Pasqua, la Settimana Santa, che in molti paesi salentini, come per esempio a Gallipoli è particolarmente affascinante per la grande partecipazione popolare. Da non mancare nemmeno le tante feste popolari, e le sagre paesane, che celebrano i meravigliosi prodotti della terra, il vino, l’olio, gli ortaggi e persino le lumachine come a Cannole.

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Uno dei modi migliori per trascorrere il periodo di permanenza in Salento è certamente quello di trovare un appartamento in affitto. I vantaggi di questo tipo di sistemazione sono notevoli, innanzitutto la grande autonomia per quanto riguarda lo spazio, e poi la presenza di servizi personali, lo spazio cucina se non si vuol essere obbligati ad uscire ogni sera a mangiar fuori, e se si desidera cucinare qualche pranzetto o cenetta sfiziosi, magari con i prodotti acquistati localmente.

Soprattutto negli ultimi 15 – 20 anni, da quando cioè l’industria turistica si è ampiamente sviluppata nel Salento grazie alle tante attrattive che sa offrire a chi la visita, le offerte di appartamenti in affitto sono cresciute, sia in numero che per la qualità dei servizi offerti.

Si possono scegliere come meta le più conosciute e frequentate località balneari e turistiche, oppure le splendide cittadine ricche di interessanti testimonianze storiche, artistiche ed architettoniche, ma si può anche optare per quei paesini più tranquilli, meno noti e frequentati, dove alla tranquillità della località si possono aggiungere la comodità di raggiungere in breve tempo i luoghi più interessanti da visitare, e magari si trovano interessanti proposte in fatto di rapporti qualità/prezzo.

Low cost Salento Grecia Croazia

Oggi è sempre più facile avere la possibilità di viaggiare. Il viaggio, la vacanza, il momento di distacco dal lavoro e dalle altre attività quotidiane è diventato assolutamente indispensabile e, soprattutto irrinunciabile. Tante sono le mete a propria disposizione per concedersi qualche giorno di ferie o anche, perchè no? Una lunga vacanza, ed il grande sviluppo delle compagnie aeree low cost ha considerevolmente aumentato la possibilità per la stragrande maggioranza dei viaggiatori di raggiungere mete che un tempo sarebbero state improponibili ed inavvicinabili soprattutto per i costi.

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Se una ventina di anni fa era normale soprattutto durante il periodo estivo vedere tanti giovani affollati nelle stazioni ferroviarie, in attesa del loro treno per recarsi in visita alle città d’arte italiane e straniere, oppure in qualche stupenda località balneare, oggi questa vivacità la ritroviamo, invece che nelle stazioni, negli aeroporti.

Le destinazioni? Un po’ tutte, almeno nell’ambito europeo.

Ma il top sono sicuramente quei luoghi che posseggono, nello stesso tempo, la bellezza delle coste e dei panorami naturalistici ma anche un ricco patrimonio artistico, ed anche interessanti e suggestive tradizioni popolari. Mete in questo senso ce ne sono proprio vicino a casa nostra, come per esempio, per chi vuol restare sul territorio italiano, il Salento, una stupenda terra da pochi anni riscoperta dai turisti, con città d’arte di assoluta bellezza ed un litorale splendido, che si può raggiungere con voli low cost che arrivano a Bari, da cui poi si prosegue con comode navette, in pullman o in treno fino a raggiungere se si vuole l’estrema punta di Capo Leuca. Come idea, tra le più gettonate mete europee per chi ama il mare, la Grecia, raggiungibile in tutte le sue località facendo scalo con un volo low cost ad Atene, o la Croazia, i cui maggiori aeroporti sono Dubrovnik, Spalato, Zara e Zagabria.

Sagre Salento

Sagre, fiere, celebrazioni, processioni e feste popolari sono un ingrediente essenziale ed imperdibile della cultura e delle attrattive che il Salento sa offrire a chi lo visita ed a chi vi si reca in vacanza.

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Ogni paese ed ogni cittadina, per grande o piccola che sia propone una sua particolare sagra, che di volta in volta è dedicata ai prodotti dell’agricoltura locale, alle risorse del territorio, all’artigianato o ancora a millenarie tradizioni popolari.
Olio e vino, pane ed ortaggi, formaggi e salumi, piatti tipici e dolci, persino le piccole lumachine hanno una festa o una sagra a loro dedicata. Un calendario di iniziative che non è stato pensato o realizzato per attrarre il turista ma che si è sviluppato grazie al profondo amore per la propria terra che contraddistingue i salentini.
Da quando il territorio salentino è diventato un’importante meta turistica questo nutrito calendario è diventato un motivo in più per amare e ad apprezzare il Salento.
Che siano organizzate per apprezzare del buon vino, il miele, un particolare formaggio o ancora un prezioso prodotto dell’artigianato le sagre sono condite dalla frenesia della festa a cui partecipa tutta la popolazione, che comprende solitamente anche musiche e balli, anche questi sovente di antica tradizione popolare come la famosa pizzica e dal suggestivo concerto delle bande musicali, che qui in Salento conservano intatta la loro funzione tradizionale. Immancabili nella serata e durante la notte gli spettacoli pirotecnici ed i fuochi d’artificio che illuminano la notte e chiudono nella maniera più spettacolare una giornata indimenticabile.

 

Qui un elenco di Sagre del Salento